Bilanciare un aereo senza sospenderlo Flyer, u0000@libero.it
Voglio presentarvi un metodo semplice ma efficace che vi permetterà di
bilanciare il proprio modello senza sospenderlo, ma solo effettuando
misure "statiche".
Come tutti sappiamo infatti affinché un modello possa volare il centro di
gravità statico deve coincidere con il punto di applicazione della portanza.
In realtà di solito si fa in modo che il modello abbia una tendenza a picchiare,
e cioè che il centro di gravità sia leggermente più in avanti del centro di
spinta. Comunque per il calcolo che seguirà supporremo di voler far coincidere
il centro di gravità statico con quello aerodinamico.
Il punto di applicazione della forza portante è di solito indicato dal progettista
sugli schemi costruttivi, mentre il vero centro di gravità del modello dipende
da come durante la costruzione abbiamo collocato i vari pesi a bordo, e cioè
dove abbiamo messo le batterie, il motore, la radio, i servi, con quali materiali
abbiamo realizzato le varie parti componenti la struttura portante e le ali.
Solitamente il centro di gravità è situato ad un terzo dell'ala dal bordo di attacco
anteriore ma, ovviamente in base alla forma delle centine e ad altri parametri può
essere leggermente spostato in avanti o indietro.
Per chiarire meglio questi concetti osserviamo il disegno seguente
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Supponiamo che il progettista ci indichi che la portanza sia applicata al punto
CGa, mentre dopo aver costruito il modello il vero centro di gravità risulti
nel punto CGr. Chiamiamo B la distanza tra il punto CGa e CGr.
Nel centro di gravità CGr verrà quindi applicata la risultante di tutti i pesi
distribuiti sul modello. In pratica se il peso complessivo del modello fosse P,
potremmo rappresentare P come un vettore applicato al punto CGr e diretto verso
il basso. Durante il volo la portanza A verrà invece applicata al punto CGa e
potremo rappresentarla come un vettore diretto verso l'alto. Rispetto al punto
CGr nascerà quindi un momento di rotazione antioraria che tenderà a far sollevare
il muso del modello e la cui intensità sarà pari a B*A. Il nostro obiettivo sarà
quello di far in modo che B sia nullo e che quindi CGr e CGa coincidano. |
| Per prima cosa dovremo acquisire il peso P complessivo del modello, successivamente
dovremo collocare il modello su di un piano orizzontale e misurare la distanza
tra il punto di appoggio del ruotino di coda e l'interasse delle ruote anteriori.
Chiameremo questa distanza K. Per maggiore chiarezza osserviamo il disegno della
pagina seguente: |
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Ora è evidente a tutti che il modello collocato sul piano orizzontale è
assolutamente immobile. In queste condizioni valgono le due equazioni fondamentali
della statica :
- La somma di tutte le forze applicate deve essere nulla
- La somma di tutti i momenti rispetto ad un qualunque punto del piano deve essere nulla
In pratica considerato il peso del modello P, esso si scarica sui due punti di appoggio costituiti
dalla ruota posteriore e dalle due ruote anteriori. Nei punti di appoggio nascono
quindi delle reazioni vincolari dove risulta
R1 + R2 = P
R1 ed R2 possiamo misurarle mettendo sotto le ruote una bilancia. Il valore
letto rappresenta la reazione del vincolo.
Prendiamo ora un qualunque punto Q in modo che sia esterno al segmento compreso
tra le ruote anteriori e posteriori (per comodità di segno). Chiamiamo a1 la distanza
dal punto Q ed il punto di appoggio della ruota posteriore, a2 la distanza del punto Q
dall'interasse delle ruote anteriori ed x la distanza da Q del punto di incontro della
perpendicolare al piano di appoggio passante per il baricentro del modello.
Per la seconda equazione della statica la somma dei momenti rispetto al punto Q
deve essere nulla quindi possiamo scrivere:
a1 * R1 - x * P + a2 * R2 = 0
da questa equazione potremmo ricavare x in funzione dei valori R1 ed R2 letti.
Per semplificare il calcolo osserviamo che la seconda legge della statica deve
valere per qualunque punto del piano. Quindi vale anche per un punto O coincidente
con il punto di appoggio del ruotino posteriore.
In questo caso rispetto al punto O l'equazione dei momenti si scrive come :
K * R2 - x * P = 0
dove questa volta x e K rappresentano distanze dal punto O.
Risolvendo questa semplice equazione rispetto ad x otteniamo
X = (K * R2) / P
L'equazione ottenuta possiamo utilizzarla in vari modi. Possiamo
determinare deve cada il baricentro incognito di un modello misurando
la reazione R2 ed il peso complessivo P, determinando x. Oppure conoscendo
dove deve cadere il centro di gravita abbassare la perpendicolare al piano,
misurare la distanza x1 dal ruotino posteriore e calcolare quale deve essere
la reazione vincolare sulle ruote anteriori risolvendo rispetto ad R2.
R2 = (x1 * P) / K |
Esempio
Per completezza facciamo un esempio numerico chiarificatore:
Il modello pesa 1.8 Kg
Abbassando la perpendicolare al punto dove deve cadere il baricentro misuriamo
70 cm di distanza dal ruotino posteriore. La distanza complessiva tra il ruotino
posteriore e l’interasse delle ruote anteriori sia di 100 cm. Applicando
l’equazione precedente determiniamo quale deve essere la reazione vincolare
delle ruote anteriori:
R2 = (70 cm * 1.8 Kg) / (100 cm) -> R2 = 1.26 Kg
Potremo quindi collocare una bilancia sotto le ruote anteriori e regolare la
disposizione dei pesi a bordo fino a quando la bilancia leggerà 1.26 Kg. A
questo punto il modello sarà bilanciato. Se vorremo picchiarlo leggermente basterà
leggere 1.27 Kg ed il gioco è fatto. In questo modo avremo spostato il baricentro in
avanti e precisamente di 5.5 millimetri come possiamo calcolare :
X = (100 cm * 1.27 Kg) / 1.8 Kg -> X = 70.55
Ovviamente sarà meglio avere una bilancia elettronica. |
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