Convertitore di tensione DC-DC switching da 12 a 16.5 Volt Flyer, u0000@libero.it
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Per caricare i pacchi da 3 celle ai polimeri o agli ioni di Litio usando il caricabatteria economico
presentato in questo sito (Caricabatterie per Litio Polimery)
è necessario avere in ingresso una tensione di almeno 16 Volt.
Purtroppo al campo la fonte di energia disponibile è di solito una batteria a 12 Volt. Ho voluto
quindi progettare e realizzare questo circuito elevatore di tensione switching da 12 a 16.5 volt
per consentire a tutti di usarlo al campo senza problemi.
Il progetto si basa su un integrato della Maxim, un MAX643 che con pochissimi componenti
esterni consente di realizzare elevatori di tensioni per correnti anche di qualche ampere.
Nella figura seguente è presentato lo schema circuitale proposto. Il MAX643 si alimenta dalla sua
stessa uscita dopo il bootstrap iniziale.
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In estrema sintesi il mosfet va in conduzione periodicamente e nell'induttore scorre una corrente.
Viene pertanto immagazzinata nell'induttore una certa quantità di energia. Nel momento in cui il
mosfet non conduce più la tensione ai capi dell'induttore si inverte bruscamente rendendo il drain
del mosfet più positivo dell'uscita. La corrente quindi tramite il diodo shottky 1N5822 carica il
condensatore C2. Ad ogni ciclo pertanto la tensione su C2 sale fino a quando il MAX643 tramite il
partitore resistivo composto da R3, R4a e R4b rileva un valore superiore ad una certa soglia sul
piedino VFB. IL mosfet a questo punto cessa di andare periodicamente in conduzione e la tensione
in uscita inizia a diminuire per l'assorbimento del carico e le perdite del condensatore fino a
quando la tensione su VFB scende al di sotto della soglia precedente. A questo punto il mosfet
inizia nuovamente a lavorare alla frequenza di 45 Khz circa con tempo di apertura del gate di circa
11 usec. |
| Il circuito è costruttivamente semplice e questo è il master del circuito stampato che ho preparato.
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L'unico punto critico di tutto il circuito è la realizzazione dell'induttore che va avvolto
su nucleo toroidale.
Durante lo sviluppo del prototipo ho realizzato diverse induttanze con nuclei di permeabilità
differente e quindi con numero di spire diverso.
Occorre tenere presente che al momento della conduzione del mosfet viene generato un transitorio
di corrente che vale al massimo la tensione di alimentazione meno la tensione tra Drain e Source
divisa per la resistenza interna della batteria più quella ohmica dell'induttore.
Pertanto realizzare l'induttore con poche spire comporta una bassa resistenza e quindi picchi
di corrente elevati. Il mosfet quindi scalda molto durante l'assorbimento del carico e l'efficienza
è molto bassa.
Inoltre occorre non far saturare il nucleo altrimenti l'energia in eccesso causerà un brusco
aumento della corrente e quindi della temperatura del mosfet.
Alla fine delle mie prove ho identificato come scelta ottimale il nucleo toroidale a polvere
metallica T44-15 con permeabilità pari a 25 ed induttanza caratteristica di 160uH circa per 100 giri.
Per realizzare l'induttore quindi dovete procurarvi uno di questi nuclei toroidali riconoscibili
per il colore rosso da un lato e bianco dall'altro ed avvolgere 40 spire di filo da 0.8 mm
di diametro. Il mio induttore ha 25 uH e presenta una resistenza serie di 0.14 Ohm.
Io ho comprato qualche anno fa un discreto assortimento di campioni per il mio laboratorio
su www.bytemark.com dove potete trovare anche le caratteristiche di dettaglio di questo e
molti altri tipi di toroidi nonché le formule utili per i calcoli.
Con questa scelta il circuito è molto efficiente e fa lavorare i componenti senza scaldare
ed in assoluta tranquillità. Per darvi un'idea delle sue prestazioni l'ho collegato al
caricabatteria per le litio fatto in precedenza ed ho ottenuto questi risultati.
- Caso 1 Input (12.2 Volt, 260 mA) Output (16.5 Volt, 160 mA) Eff = 82%
- Caso 2 Input (12.3 Volt, 390 mA) Output (16.5 Volt, 250 mA) Eff = 85%
- Caso 3 Input (12.3 Volt, 570 mA) Output (16.4 Volt, 360 mA) Eff = 84%
- Caso 4 Input (12.3 Volt, 1100 mA) Output (16.4 Volt, 630 mA) Eff = 76%
- Caso 5 Input (12.2 Volt, 1200 mA) Output (16.2 Volt, 740 mA) Eff = 82%
- Caso 6 Input (12.2 Volt, 1280 mA) Output (16.2 Volt, 800 mA) Eff = 83%
- Caso 7 Input (12.2 Volt, 1365 mA) Output (16.2 Volt, 860 mA) Eff = 84%
- Caso 8 Input (12.2 Volt, 1450 mA) Output (16.2 Volt, 910 mA) Eff = 83%
- Caso 9 Input (12.2 Volt, 1490 mA) Output (16.2 Volt, 930 mA) Eff = 83%
Come potete osservare anche nella posizione del caricabatteria con tutti gli switch inseriti per
la massima corrente il circuito fornisce 15.1 Watt assorbendo solo 18.2 Watt.
In queste condizioni la prova del dito dice che sia il Mosfet che il diodo e l'induttore sono
freddi anche con la massima corrente. Il circuito quindi può erogare anche più corrente di 1 Ampere
sul carico anche se tenete presente che l'induttore è stato dimensionato per 1.5 Ampere con picchi
di 3 Ampere ed è probabile che aumentando la corrente le prestazioni degradino.
Ovviamente l'uso di un dissipatore migliorerà ancora le cose se si tiene il circuito in funzione
per tempi lunghi.
E' importante usare un diodo shottky da 3 Ampere come 1N5822 altrimenti il circuito sarà poco
efficiente e scalderà. Quelli tradizionali non sono adatti perché hanno tempi di commutazione
più lenti e cadute di potenziale più elevate.
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Se non trovate il nucleo che ho proposto io tenete presente che dovreste raggiungere 25 uH
con circa 1 metro di filo da 0.4. Per eventuali dubbi sull'induttore da usare e su quante
spire avvolgere potete certamente contattarmi. Fondamentalmente è solo questo l'errore che
potreste commettere nella realizzazione dei circuito. Ovviamente fare esperimenti senza avere
un induttanzimetro digitale è piuttosto difficile, quindi è meglio comprare nuclei dalle
caratteristiche note e calcolare le spire con le formule che trovate sul sito in questione.
Il circuito dovrebbe funzionare anche con mofet equivalenti, però io non li ho provati e
quindi non posso dirvi nulla sulle prestazioni ottenibili.
In allegato trovate i file in formato circad (www.holophase.com) del PCB e dello schema elettrico.
A tutti buona costruzione.
© Flyer
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File:
Master dello stampato e schema elettrico
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Nota Importante:
L'autore non si assume nessuna responsabilità per
eventuali danni, diretti o indiretti, che dovessero verificarsi come conseguenza
dell'utilizzo del presente circuito. |
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