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L'utilizzo di piccoli lampeggiatori su modelli, che dal punto di vista spettacolare è notevole, è poco diffuso anche perchè in commercio sono ben poche le soluzioni disponibili.
Dovendo passare all'autocostruzione, il modellista che per definizione non è anche un "elettronicaro", può avere dubbi su cosa realizzare e può essere deluso dal risultato. Con questo articolo vorrei fare una panoramica completa su tutte le soluzioni per installare luci lampeggianti su modelli (aerei, heli, auto, navi, razzi, treni).
Quanto descritto è stato in buona parte realizzato e provato e quindi il giudizio, anche se personale, è basato su prove effettive.
I dispositivi lampeggianti che si possono realizzare a bassa tensione e con dimensioni e peso contenuti sono solo di tre tipi:
- con LED
- con lampadine ad INCANDESCENZA
- con lampadine allo XENON (flash)
Sono diversi sia come circuiteria, sia come prestazioni, sia come versatilità. |

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Dispositivi a LED
Vantaggi: i dispositivi sono semplici, molto piccoli e leggerissimi. Così pure i led.
Più colori disponibili : bianco, rosso,verde, giallo e blu. Funzionano con una sola fonte di alimentazione (pila) e consumano pochissimo.
Il costo è limitato (2-3 Euro) ed i componenti sono assolutamente comuni e facilmente reperibili.
Svantaggi: anche usando led superluminosi (8000 mcd ed oltre) sono visibili con la luce solare ad un massimo di 10-15 metri con l'aggravante che il fascio di luce è molto stretto (20 gradi) e quindi fuori dall'asse del led la visibilità è molto ridotta (per non dire nulla).
I led a diffusione, con angolo di visibilità maggiore (60 gradi), sono poco luminosi (500 mcd).
Sono critici nella determinazione della frequenza di lampeggio che va ricercata in modo sperimentale cambiando i valori delle resistenze (o utilizzando potenziometri) il che, stanti le ridottissime dimensioni del circuito stampato, non è agevole.
Tipo di circuito e schemi: il circuito da preferire è un circuito base dell'elettronica, il multivibratore astabile a componenti discreti (2 transistor,2 condensatori,4 resistenze), di assoluta semplicità. Possono essere utilizzati anche circuiti con integrati come il NE 555 o il CD4093, più facilmente regolabili, ma a mio parere le maggiori complicazioni di montaggio non valgono la candela.
Schemi e liste dei componenti si possono trovare su moltissimi siti, consiglio in particolare il sito www.epanorama.net/links/opto.html (capitolo optoelectronics components - leds - led circuits) ed il sito www.uoguelph.ca/~antoon/circ/circuits.htm aprendo le pagine relative ai "led flasher" (ottimi siti con decine di interessanti circuiti).
Difficolta' di costruzione: sono alla portata di chiunque abbia cablato un circuito. Volendo miniaturizzare al massimo (si può arrivare con resistenze da 1/8 di Watt a un circuito stampato di 1x1cm e anche meno! ) occorre una certa abilità sia a disegnare e realizzare lo stampato sia a montare il circuito.
Rischi: nessuno per quanto riguarda la sicurezza. E' facile bruciare il led o il transistor smanettando sulle resistenze per trovare le frequenze di lampeggio e la massima luminosità del led.
Alimentazione: vedi a fine articolo.
Disturbi radio: non ne ho verificati.
Applicazioni: per la scarsa visibilità poco adatti ai modelli volanti. Forse ok per gli heli. Perfetti per navi, auto ecc. ed anche per applicazioni non modellistiche dove può essere utile un lampeggiatore che, con una piletta alcalina, funzioni ininterrottamente per qualche mese. |

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Dispositivi con LAMPADINE AD INCANDESCENZA
Vantaggi: hanno una visibilità nettamente superiore ai dispositivi a led (col sole sono visibili a 40-50 metri) e soprattutto non monodirezionale, la regolazione dei tempi di lampeggio è precisa e semplice e richiedono una sola fonte di alimentazione.
Un solo circuito può alimentare più lampadine, anche ad una certa distanza (con cavetti di adeguata sezione).
Svantaggi: le dimensioni del circuito non sono ridottissime ed il peso è 3 o 4 volte quello dei dispositivi a led (comunque sull'ordine dei 10-15 grammi).
Le lampadine hanno una durata limitata e sono fragili. Non sono facili da collegare e montare su i modelli, se del tipo ad innesto, ed hanno diametri di 10-12 mm, abbastanza ingombranti su modelli di piccole dimensioni.
L'unico colore disponibile è il bianco. Altri colori tramite verniciatura (NB:con riduzione della vita della lampadina) o schermi trasparenti ed in ogni caso con riduzione della visibilità.
Tipo di circuito e schemi: consiste in un generatore di impulsi ad integrato che pilota un interruttore elettronico o un relè.
Un ottimo circuito è quello indicato come "Lampeggiatore" nella sezione "Schemi elettrici" (link: Lampeggiatore). Personalmente l'ho semplificato utilizzandone solo metà -un solo canale di uscita- utilizzando una resistenza al posto del trimmer e segando l'aletta di raffreddamento del BUZ 11 e quindi ottenendo un circuito di meno della metà di dimensioni.
Il costo è sempre contenuto (4-5 Euro a seconda delle lampadine usate) ed i componenti facilmente reperibili salvo le lampadine.(quelle al krypton non si trovano facilmente, specie a prezzi ragionevoli di 1-2 euro l'una).
Infatti le lampadine non possono essere "normali" se si vuole una luminosità superiore ai led, si deve ricorrere alle auto focus o meglio a quelle al krypton, spremendole un pò ossia alimentandole ad 1-1.5 volt in più del loro valore nominale (per esempio se la lampadina è di 3.5 volt, si utilizza una alimentazione di 4.5 volt): si riduce la loro vita, ma il lampo è migliore.
I migliori risultati si ottengono utilizzando tensioni di alimentazione e quindi lampadine di voltaggio più alto (7.5, 9, 12 Volt) in quanto la potenza del lampo cresce col crescere della tensione. Può essere utile ricordare che con 2 pile ricaricabili Li-Ion (quelle dei telefonini) si raggiungono 7,4 volt.
Difficoltà di costruzione: e' bene saper realizzare uno stampato ed, essendo il circuito un pò più complesso di quello a led, occorre saper risolvere qualche errore di montaggio o di collegamento. Per le lampadine, che devono essere sostituibili, se sono ad innesto per torce bisogna ingegnarsi non essendoci un portalampada adatto (o almeno io non l'ho trovato).
Rischi: nessuno per quanto riguarda la sicurezza. E' facilissimo bruciare le lampadine operando sulla tensione di alimentazione (o sulla durata dell'impulso di accensione) per ottenere la massima luminosità.
Alimentazione: vedi fine articolo.
Disturbi radio: non rilevati.
Applicazioni: possono essere utilizzate anche su aerei se non si pretende troppo in termini di distanza di visibilità. Per gli altri tipi di modelli dove le distanze sono limitate, preferirei i led se il lampo non deve essere particolarmente luminoso.
Notiamo comunque che, adattando i circuiti, con questi dispositivi si possono usare i led, anche molti in parallelo, al posto delle lampadine (ma non, per ragioni di potenza commutata, lampadine nei circuiti per led). |

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Dispositivi con LAMPADINE ALLO XENON (flash)
Vantaggi: lampeggio molto potente. Realismo. La visibilità è la massima ottenibile dai dispositivi lampeggianti (col sole 150-200 metri). Basso costo. Possibilita' di alimentazione unica.
Svantaggi: pericolosi!!! (vedi rischi). Difficoltà di realizzazione. Colore solo bianco. Altri colori solo con schermo trasparente colorato (lampadine non verniciabili!). Criticità nel determinare la frequenza di lampeggio.
Peso e dimensioni doppie rispetto ai dispositivi con lampadine ad incandescenza, inoltre è bene prevedere un circuito per ogni lampadina (e collegato vicino) mentre con i dispositivi ad incandescenza con un circuito se ne possono alimentare 2 e più (e collegate anche lontane).
La lampadina flash completa di riflettore ha dimensioni di 12 x 30 mm e quindi è relativamente ingombrante. Dovendo sistemare 2 circuiti e 2 flash in un ala è necessario che il modello sia di sufficienti dimensioni; per poter piazzare un flash sul verticale è necessario disporre di un maxi.
Tipo di circuito e schemi: consiste nel circuito per lampade stroboscopiche, adattato a bassa tensione di alimentazione e con frequenza attorno ad 1 Herz (un lampeggio al secondo).
Tutti i circuiti che ho analizzato prevedono di utilizzare il circuito flash delle macchine fotografiche usa e getta. In effetti è facile recuperare (gratis) queste macchinette una volta usate e nello stesso tempo se non si usa questa fonte di componenti è molto difficile reperirli sul mercato, quindi o tramite le usa e getta o niente (o quasi) da fare.
Tutti gli schemi prevedono di utilizzare i componenti originali, modificando la parte relativa all'accensione e staccando la lampadina per poterla meglio posizionare.
Tutti gli schemi prevedono la sostituzione del condensatore originale con uno più piccolo (come capacità in microfarad) per poter ridurre il tempo di frequenza di lampeggio anche se a scapito della potenza del lampo. |

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I siti che consiglio di visitare (che coprono tutte le possibili soluzioni e partono tutti da un flash usa e getta) sono:
- Sito A: members.xoom.virgilio.it/modelpegaso/consigli/flash/flash.htm (in Italiano)
Modifica il circuito della macchina fotografica. Non offre la variabilità della frequenza del lampeggio che comunque può essere ottenuta entro certi limiti scegliendo valori diversi del condensatore da sostituire. Semplice da realizzare (e semplicità significa buoni risultati) anche se ciò dipende molto dal tipo/marca di macchina fotografica (Ad es. la Fuji della foto sembra fatta apposta per essere modificata e permette di realizzare un circuito compattissimo, la Kodak è più ostica ed ingombrante).
L'articolo è oscuro su come effettuare un collegamento (punti A e K del SCR). Non da indicazioni sui principi di funzionamento ne' sullo schema circuitale che è invece utilissimo per effettuare con correttezza le modifiche. Indica maneggi vari sulla lampadina xenon che sconsiglierei, per problemi di isolamento e fragilità, ai meno esperti.
- Sito B: www.aecbiella.com/gab/strobo/strobo.htm (in Italiano)
Modifica pochissimo il circuito originale (cambia solo il condensatore). Offre la variabilità della frequenza del lampeggio, ma richiede la costruzione di un apposito circuito di controllo, di complessità, peso e dimensioni paragonabili a quello per i dispositivi a lampade ad incandescenza, da aggiungere al circuito flash, con ingombro doppio rispetto alle soluzioni A, C, D. Richiede doppia alimentazione. Contiene 2 rischi tecnici (tensione di lavoro del condensatore, tensione di alimentazione) che non condivido e illustra con foto un circuito montato su modello poco valido dal punto di vista della sicurezza. Non da indicazioni sul principio di funzionamento dell'insieme.
- Sito C: www.studiofabbri.com/davide/razzi/flash.html (in Italiano)
Prevede lo smontaggio per dissaldatura dei componenti del circuito flash ed il disegno e la realizzazione di un nuovo circuito stampato su cui inserirli insieme ad altri componenti. Operazione molto delicata se non si dispone di una dissaldatrice. Prevede inoltre un condensatore abbastanza piccolo, con possibilità di frequenza elevata ma non regolabile se non variando i valori di alcuni componenti, con bassa potenza del lampo. Non da indicazioni di rischio. La foto mostra un condensatore diverso da quello indicato nello schema.
- Sito D: www.hut.fi/Misc/Electronics/circuits/strobo.html (in Inglese)
Prevede la dissaldatura dei componenti del flash, la creazione di un nuovo circuito e la possibilità di variare la frequenza del lampeggio. Il condensatore indicato è molto piccolo e quindi il lampo assai ridotto.Dal punto di vista tecnico è il più completo e dettagliato dei quattro ed è bene leggerlo per capire più che altro come funziona un dispositivo strobo.
Ho trovato inoltre essenziale analizzare il circuito flash delle macchinette usa e getta per capire le modifiche elaborate nei quattro siti elencati.
Lo schema di una Kodak è visibile al sito repairfaq.ece.drexel.edu/sam/kflashm.gif e quello di una Fuji al sito repairfaq.ece.drexel.edu/sam/fflash1.gif e sono di base molto simili, ma non uguali, a quelli di altre marche.
Quello che consiglio è di analizzare le 4 soluzioni e gli schemi del flash per poi decidere cosa fare (è bene capire tecnicamente le differenze prima di realizzare questo dispositivo che è piuttosto subdolo).
Personalmente preferisco la soluzione del sito A perchè la più semplice, perchè la frequenza del lampeggio è facile da modificare nell'ambito dello 0.5-1.5 Hz che poi è quello che serve, perchè usa una sola alimentazione e perchè dissaldando e rifacendo il circuito (ammesso di riuscire) non si guadagna un granchè come spazio.
Difficoltà di realizzazione: si tratta di smanettare (poco per la soluzione del sito B) su circuiti già esistenti (e di vari tipi diversi) e bisogna sapere dove mettere le mani (sia fisicamente sia tecnicamente). Si tratta di modificare dei montaggi, di creare collegamenti e di tener presente problemi di isolamento e sicurezza. Da SCONSIGLIARE ai non esperti: pensate di realizzarlo se dopo aver letto i 4 articoli siete in grado di capire cosa fa ciascun componente del circuito e riuscite a riconoscere il circuito elettrico guardando lo stampato.
In ogni caso bisogna arrangiarsi per realizzare qualche cosa di maneggiabile, piccolo, isolato e montabile in un modello, sempre ricordando il pericolo (vedi Rischi).
Il costo, per quanto detto, e' molto basso (2-3 euro) per i componenti aggiuntivi oltre al flash.
La reperibilità è comune, con qualche difficoltà per il condensatore che deve essere da 350 VL. |

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Rischi: nel circuito sono presenti tensioni di 350 Volt cc e di 1500-2000 Volt impulsivi.
(anche se è alimentato a solo 1,5 Volt: ci risiamo con la necessità di capire come funziona).
La possibilità di folgorazione è reale e potrebbe essere mortale sotto particolari condizioni (personali o ambientali). Il rischio non riguarda solo la fase di costruzione ma anche quella di utilizzo in quanto sulla lampadina sono presenti le tensioni indicate : quindi anche al campo di volo si rischia una potente "scossa" se si va a contatto dei fili o del circuito.
La lampadina allo xenon può esplodere, se sollecitata eccessivamente, irradiando a breve distanza frammenti di vetro. (lo schermo trasparente del riflettore non va rimosso o va sostituito con un altro schermo).
Per questo la realizzazione è riservata a persone esperte che se ne assumono tutti i rischi e precauzioni. L'autore di questo articolo non si assume responsabilità per eventuali incidenti stante la precisa indicazione di pericolosità del dispositivo.
In ogni caso i siti A, B e D indicano alcune norme di comportamento.
Quella base è comunque di non toccare MAI il circuito e la lampadina mentre funzionano e di scaricare SEMPRE il condensatore prima di maneggiare il dispositivo, ovviamente dopo aver scollegato l'alimentazione ed anche se il dispositivo è spento da tempo.
Disturbi radio: non rilevati, ma dato il tipo di circuito, da verificare caso per caso a terra.
Applicazioni: direi esclusivamente per aerei, in quanto per gli altri modelli vanno benissimo gli altri dispositivi, più semplici, più piccoli e più sicuri.
Nota sulle alimentazioni: spesso è possibile alimentare i circuiti lampeggianti con la batteria della ricevente, possibile nel senso che la tensione della batteria è la stessa o superiore a quella del dispositivo. Lo sconsiglio in ogni caso (specialmente su un aereo/heli) in quanto non solo potrebbero entrare disturbi, non solo si riduce di tanto o di poco la capacità (carica) della batteria, ma è sempre possibile un corto circuito nel dispositivo, che provocherebbe la perdita del modello.
Usate sempre una batteria separata (meglio una batteria in più che un modello in meno!) |

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Nota sull'accensione dei dispositivi: può essere utilizzato un apposito interruttore da operare a terra. Volendo accendere/spegnere in azione, consiglio caldamente lo "Interruttore elettronico" nella sezione "Schemi elettrici" (link: Interruttore Elettronico) che funziona splendidamente (e per il quale consiglio la soluzione a relè per avere un totale disaccoppiamento elettrico tra la ricevente ed il dispositivo lampeggiatore). |
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