Breve Corso di Cad per Modellisti Parte 5: Funzioni Avanzate Eugenio Felici, archfelici@tin.it
| Funzioni Avanzate |
Nelle prime due parti abbiamo visto la creazione e la
modifica degli oggetti con AutoCAD, che sembra già molto
ma in realtà abbiamo trattato sì e no il 10% degli argomenti
correlati. La materia trattata superficialmente è senz'altro
un po' caotica e il disegno risulta piuttosto farraginoso e
lento. Io sostengo che molto si impara vedendo disegnare un
esperto, perché, a differenza di molte altre applicazioni
informatiche, il disegno CAD è una cosa molto manuale; un po'
come suonare la tastiera
Alcune funzioni sono indispensabili per muoversi all'interno
di disegni molto complessi. Vediamone alcune a nostro vantaggio:
Tasti di scelta rapida:
F1: Apre la guida in linea di AutoCAD;
F2: Apre la finestra di testo di AutoCAD. Altro non è
che il testo che passa per la riga di comando in ordine
di successione. E' utile per andare visualizzare l'elenco
dei comandi che abbiamo dato con le relative elaborazioni
del programma.
F3 o Ctrl+F: Attiva/Disattiva gli snap ad oggetto. E' un
tasto fondamentale, che si usa continuamente.
F7 o Ctrl+G: Attiva/Disattiva la griglia. Tramite il
comando GRIGLIA è possibile creare una griglia di maglia
a piacimento da visualizzare sul disegno;
F8 o Ctrl+L: Attiva/Disattiva la funzione ORTO, cioè
gli spostamenti del puntatore paralleli al sistema di
riferimento in uso oppure liberi.
F10: Attiva/Disattiva lo snap polare di cui parleremo tra poco;
Tasto CANC=comando CANCELLA
Barra spaziatrice=INVIO
Tasti di scelta rapida di windows:
Ctrl+C=Copyclip
Ctrl+V=Paste
Ctrl+S=Salva
Ctrl+P=Stampa
Ctrl+O=Apri
Ctrl+A=Seleziona tutti gli oggetti del disegno
Ctrl+U=Tagliaclip
Ctrl+N=Nuovo
Grip
Sicuramente vi sarà capitato di cliccare su di un oggetto
e veder comparire dei quadrettini colorati sui vertici e
sulla mezzeria. Questi sono detti grip ed altro non sono che
delle "maniglie" con le quali si può trasformare l'oggetto.
Se ci portate sopra il puntatore e trascinate potete vedere
che è possibile effettuare degli spostamenti o degli
stiramenti dell'oggetto. Inoltre noterete che gli snap
sono attivi come durante la modifica degli oggetti.
Se cliccate sui grip tenendo premuto SHIFT questi si
colorano di rosso (sono selezionati) e quando effettuate
una modifica movendo un grip tutti gli altri selezionati
si muovono di conseguenza. Questa funzionalità è molto
utile per fare dei piccoli aggiustamenti degli oggetti
senza entrare in nessun comando. Gli oggetti selezionati
si deselezionano premendo due volte ESC.
Provate ad esempio a disegnare un arco (ARC) e poi a
spostare i suoi grip, vedrete come è facile modificarlo
ed adattare i suoi estremi ad esempio ad un rettangolo
che lo contiene. Oppure una SPLINE che segua le sinuosità
di una fusoliera di aliante: solo con la versatilità dei
grip è possibile adattarla.
Un'altra utilità dei grip è la possibilità di poter
visualizzare con certezza gli estremi di una linea,
per vedere ad esempio se coincidono con quelli di
un'altra. Se due grip appartenenti a due oggetti
diversi sono sovrapposti vengono trascinati insieme
e questo consente di modificare contemporaneamente
più oggetti.
Come già detto i comandi possono essere impartiti
prima o dopo aver selezionato gli oggetti e quindi
aver visualizzato i grip. |
Sistemi di riferimento
Finora abbiamo operato nel sistema di riferimento di
default, ovvero globale, con le ascisse e le ordinate
orizzontali e verticali. Il sistema è simboleggiato
dall'icona WCS (sistema di coordinate globali) in basso
a sx dello schermo ed è contrassegnato da una G.
Però capita spesso di dover operare in parti del
disegno che sono orientate in maniera diversa e gli
spostamenti del puntatore nel sistema ORTO e gli snap
non tornano con l'inclinazione delle linee e questo
rende il disegno un po' laborioso. E' preferibile
allora orientare il nostro sistema di riferimento
con gli oggetti che disegniamo.
Digitate UCS alla riga di comando e tra le varie
opzioni scegliete OG (oggetto), selezionate
l'oggetto con il quale allineare il vostro sistema
che da questo momento diverrà UCS (sistema coordinate utente).
Per tornare al globale digitate UCS e premete due volte INVIO.
Per non visualizzare l'icona (io non la sopporto!) dal
menu Visualizza - Visualizzazione - Icona UCS - Off.
Dal comando UCS si può anche cambiare origine delle coordinate.
Coordinate relative e polari
Con il disegno tramite snap l'uso delle coordinate è
limitato a pochissimi casi, ciò nonostante è bene fare
un piccolo accenno alle coordinate relative ad un punto
qualsiasi.
Abbiamo visto che si può specificare un punto
tramite l'inserimento di coordinate globali nella
forma x,y. Se si intende inserire un punto con
coordinate di origine su un altro punto noto alla linea
di comando inserire le coordinate dopo il simbolo @. Esempio:
comando Plinea,
selezione di un punto sullo schermo tramite Snap,
inserimento coordinate @-15,17
verrà disegnata una linea dal punto selezionato al punto di coordinate
-15,17 relative al punto precedente e non al sistema globale.
Se si dispone di una distanza ed un angolo possiamo inserire
il nostro punto in coordinate polari nella seguente forma:
dist
Snap polare
Nella versione 2000 è stata inserita una funzionalità
comodissima che è lo snap polare. Il puntamento polare
limita il movimento del cursore a incrementi angolari
specificati. Una volta impostato l'angolo di puntamento,
viene visualizzata una linea d'estensione polare a 0° e
ad incrementi dell'angolo specificato, ad esempio se
l'angolo del cursore specificato è di 15° il cursore
esegue lo snap a 0, 15, 30, 45 e così via. Il puntamento
polare costituisce un'alternativa alla modalità ORTO ed
è attivo solo se quest'ultima è disattivata.
Per impostare il comando digitare OSNAP alla riga di
comando e modificare la finestra di dialogo. Come già
detto lo snap polare si attiva/disattiva con il tasto F10.
Immissione diretta della distanza
Invece di inserire i valori delle coordinate per
specificare un punto è possibile ricorrere
all'immissione diretta della distanza. Questo è un
buon metodo per specificare velocemente la lunghezza
di una linea, spostando il cursore per indicare la
direzione quindi immettendo la distanza dal primo
punto. Quando è attiva la modalità ORTO, l'utilizzo
dell'immissione diretta della distanza consente di
tracciare in modo efficiente linee perpendicolari.
Tratteggi e retini
Il tratteggio consente di riempire un'area specificata
in un disegno con un retino o un riempimento solido.
Molti tratteggi sono associativi: i tratteggi
associativi sono collegati al loro contorno e vengono
aggiornati con le modifiche apportate a quest'ultimi.
E' possibile rimuovere l'associatività in qualsiasi momento.
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Dalla finestra tratteggia (PTRATT) si può scegliere tra 50
modelli di tratteggio standard e 14 ISO. Si possono inoltre
importarne altri da librerie esterne o crearsene di personalizzati.
Cliccando sulla finestra Campione si apre l'elenco dei tratteggi
predefiniti da cui si può scegliere quello preferito. Poi è
necessario impostare l'angolo di inclinazione delle linee del
tratteggio e la scala del tratteggio stesso, adattandola
visivamente a quella del disegno.
Con il pulsante scegli punti si clicca all'interno delle aree
da riempire quindi si fa INVIO per inserire il retino. Se le
aree da riempire sono costituite da oggetti chiusi si possono
selezionare con il pulsante seleziona oggetti.
Se si vogliono ereditare le proprietà di un retino già
esistente premere Adotta proprietà e ciccare sul retino origine.
Vi lascio scoprire da soli le proprietà avanzate dei tratteggi
che sono molto intuitive. Ricordo solamente che per modificare
un retino già esistente si usa il comando EDITARETINO, per
copiare tutte le proprietà di un retino compreso il layer
il famigerato CORRISPROP.
I retini solidi sono molto utili per campire aree con
un colore uniforme, ad esempio nei loghi. Il retino
solido però si sovrappone completamente alle linee del
disegno è utile quindi prima della stampa portarlo in
secondo piano andando sul menu Strumenti - Ordine di
visualizzazione - porta dietro e quindi selezionare il
retino solido. Lo stesso vale per tutti gli oggetti che
in stampa devono stare dietro o davanti alle altre linee.
Il consiglio che vi do per l'inserimento dei retini è di
selezionare un'area per volta e di operare su piccole
porzioni, questo renderà veloce l'inserimento ed eventuali
modifiche riguarderanno parti localizzate del disegno.
Poi non esagerate perché i retini "pesano". Se esplodete
un retino questo si trasforma in una serie di oggetti
singoli che lo compongono e possono essere quindi
trattati come oggetti semplici. Attenzione anche alla
reale chiusura delle aree di tratteggio, verificate
magari con i grip che i vertici siano coincidenti, e
alla scala non troppo piccola del tratteggio, che il
programma comunque si rifiuta di accettare.
I retini migliorano moltissimo la qualità estetica
del disegno ed il loro inserimento in layers che
vanno stampati a colori con pennini sottilissimi
è una cosa da tenere in conto. |
Creazione ed inserimento di blocchi
Nei disegni tecnici sono spesso contenuti oggetti ripetuti.
Un blocco è un insieme di oggetti con nome che è possibile
associare in modo da formare un singolo oggetto.
L'uso dei blocchi facilita e velocizza l'esecuzione del
lavoro. Creando una libreria di blocchi sarà possibile
inserire più volte lo stesso blocco anziché ricreare ogni
volta gli elementi del disegno. E' possibile revisionare
il disegno spostando e copiando blocchi invece di singoli
oggetti geometrici.
Per definire un blocco dopo aver disegnato gli oggetti
che lo compongono digitare BLOCCO e selezionare gli
oggetti suddetti. Quindi immettere una descrizione,
un nome e un punto di inserimento. Il blocco così
definito viene archiviato nella gestione dei blocchi
e può essere richiamato con il comando INSER. Questo
apre una finestra che gestisce tutti i blocchi che
sono stati inseriti nel disegno.
Se si esplode un blocco lo si ritrasforma nei suoi elementi essenziali.
Nella versione 2000 è stato creato un sottoprogramma
(design center) che si occupa della gestione
dei blocchi che sono stati archiviati in apposite
cartelle. Questi possono essere continuamente aggiornati
ed ampliati ed in qualsiasi momento si può accedere
alla finestra di dialogo per selezionare un blocco
da inserire. L'inserimento da design center avviene
semplicemente trascinando il blocco sull'area di disegno.
Proprietà dei blocchi
Anche se il blocco viene inserito nel layer corrente
è possibile scegliere la modalità di impostazione
delle proprietà relative al colore, al tipo e allo
spessore delle linee degli oggetti contenuti al
momento della creazione del blocco.
Può succedere che io necessiti di creare un
blocco con più layers e di trasmettere anche
questi ai files in cui li inserisco, come anche
di non voler trasmettere alcun layer e di far
assumere agli oggetti inseriti quello corrente
al momento dell'inserimento. Quindi se io voglio
che gli oggetti di un blocco conservino le proprietà
originali devo crearlo in qualsiasi layer tranne lo
zero. Se io voglio che ereditino le proprietà del
layer corrente devo crearlo nello 0.
Eliminazione di informazioni non più necessarie
Come avrete capito il programma conserva per ogni
file un archivio degli oggetti che sono stati usati
nel disegno, anche dopo che gli oggetti stessi sono
stati cancellati. Lo stesso avviene per i layer che
non contengono oggetti, per le quote cancellate,
stili di testo e di quota, tipi linea, ecc. Ovviamente
tutto questo pesa ed occorre alleggerire il disegno
prima di salvarlo. Tramite il comando ELIMINA viene
visualizzato un elenco dell'archivio da cui si possono
spuntare le voci che non interessano. Non abbiate
paura di cancellare oggetti disegnati: viene
eliminato tutto ciò che NON CONTIENE OGGETTI,
quindi il mio consiglio è di eliminare tutto.
Inserimenti e finestre
Oltre ai blocchi può essere necessario inserire in
un disegno tutto un altro file di disegno. Con il
comando DDINSERT si apre una finestra che consente
di selezionare il file desiderato e di inserirlo in
un punto di coordinate specificate o selezionato
sullo schermo (origine dell'UCS del nuovo file).
Il comando chiede anche il rapporto di scala del
file da inserire sia in x che in y e questo può essere
utile per stirare una dimensione del disegno da
inserire rispetto all'altra, ad esempio quando si
deve allungare una centina alare mantenendo lo spessore
iniziale (sezione obliqua di un'ala).
Le finestre di disegno sono una novità delle versioni
di AutoCAD successive alla R14, in pratica è possibile
aprire e visualizzare contemporaneamente più files
.dwg, scegliendo il numero delle finestre dal menu
relativo. Questo consente, con molta semplicità,
di copiare e incollare (Ctrl+C e Ctrl+V) oggetti
da un file all'altro.
Quotatura
Per quotatura si intende l'indicazione delle misure
geometriche degli oggetti disegnati, parte fondamentale
del disegno tecnico di precisione, che consente di
ricreare il modello disegnato.
In AutoCAD esistono 4 tipi di quote: lineari,
coordinate, radiali, angolari.
A ciascuna quota è associato uno stile predefinito
o impostato dall'utente. In esso si definiscono
colore, scala, dimensioni e stile testo, ecc.
Dal menu "quotatura" scegliere "stile". Si apre la
finestra Gestione degli stili di quota da cui è
possibile creare il nostro stile personalizzato
(comando DIMSTYLE).
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Nella prima scheda "linee e frecce" si impostano le linee di quota
(che sono quelle con le frecce, le linee di estensione, che sono
quelle che (contengono le linee di quota) lo stile e dimensione
delle frecce, la distanza delle linee di estensione dagli oggetto
quotati o dalle linee di quota, ecc.
Dalla scheda "Testo" la dimensione, colore, orientamento,
stile del testo della quota. Notare che si può assumere uno
stile già impostato dalla finestra "stile testo" del menu
"formato".
Nella scheda "adatta" si adegua il testo alla linea di
quota e nella scheda "Unità primarie" si impostano il
numero di zeri dopo la virgola, il fattore di scala,
il formato delle quote angolari, l'arrotondamento del
valore della quota, ecc.
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Dopo aver creato il nostro stile con un nome proprio
lo rendiamo corrente dalla finestra iniziale e proviamo
a fare una quota allineata (menu quotatura o comando DIMALL):
vediamo subito se il testo è compatibile con la scala del
disegno, la dimensione delle frecce, ecc. se qualcosa non
va operiamo le modifiche rientrando nella finestra precedente.
Se il testo non ne vuol sapere di cambiare è perché siamo oltre
i valori impostati nello stile di testo, è meglio creare uno
stile di testo a parte per le quote e dargli altezza 0.
Dopodichè selezionarlo dalla gestione quote e aggiornare
le quote già disegnate con il comando "aggiorna" del menu quotatura.
La comodità è che operando delle modifiche dalla finestra di
gestione tutte le quote vengono aggiornate simultaneamente.
Dalla barra dei pulsanti "quotatura" è anche disponibile
l'elenco degli stili di quota in uso per una selezione
rapida. Infatti è molto difficile che in un disegno si
usi un solo stile e sarà opportuno crearne diversi
secondo necessità. Con il comando CORRISPROP si possono
spostare le proprietà da una quota all'altra.
Le quote disegnate possono essere modificate direttamente
una ad una come oggetti particolari. Si possono estendere,
tagliare, stirare e con i grip si può spostare il testo a
nostro piacimento. Se si esplodono le quote perdono le loro
caratteristiche associative e diventano gruppi di oggetti semplici.
Per le quote si usa sempre fare un layer a parte
ed oltre a questo AutoCAD crea automaticamente il layer Defpoint
che contiene i punti di definizione delle quote. Questo layer
non è modificabile ne eliminabile ne utilizzabile in alcun modo.
Si può eliminare solo con il comando ELIMINA solo se tutte
le quote sono state cancellate.
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Dalla gestione dei blocchi DESIGN CENTER è possibile
importare gli stili di quota già creati in altri files.
In ogni caso se noi copiamo e incolliamo una quota da un
file all'altro, questa si porterà dietro anche lo stile di
quota relativo.
Durante la modifica degli oggetti quotati è possibile
modificare di conseguenza anche le quote, basta includere
nella selezione anche i punti di definizione, ad esempio
quando stiriamo o estendiamo un oggetto.
Lascio allo spirito di esplorazione dei lettori
modellisti che sono arrivati fin qui la scoperta di tutte
le altre funzionalità connesse alle quote.
Arch. Eugenio Felici
Foiano della Chiana (AR)
archfelici@tin.it
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2002 © BaroneRosso.net http://www.baronerosso.net/ |