I motori
Come ho gia detto in precedenza i motori a passo possono essere facilmente recuperati
da dei rottami di stampanti ink-Jet Hp di qualsiasi modello.
All’interno di ogni stampante se ne trovano due, simili tra loro ma con potenza e
dimensioni diverse. Eccoli:
è sufficiente espellere i pignoni dalla sede dell’albero con un piccolo estrattore
o semplicemente riscaldandoli.
Quello a sinistra, il più grande, è montato sul carro asse X, dove è necessaria maggiore
spinta, l’altro, più piccolo, sul carro Y dove lo sforzo è nettamente minore. Meglio
ancora se si riesce a reperirne 4 grandi. Per le specifiche tecniche e le dimensioni
di ingombro ti allego il data sheet di entrambi.
Ricordiamoci che i motori a passo anche se non ruotano sono mantenuti in posizione da
un momento di inerzia che è prodotto dalla alimentazione delle bobine che quindi
scalderanno parecchio. Occhio a non salire troppo con la tensione altrimenti si rischia
di bruciare gli avvolgimenti. Personalmente non ho superato i 20 V vcc comunque anche a
questa tensione è possibile ottenere un tempo di commutazione che si aggira attorno a
0.25 ms con un efficace rotazione che agevola notevolmente gli spostamenti rapidi per
il posizionamento assi. Comunque niente paura non si taglierà mai polistirolo o derivati
a queste velocità quindi se i vostri motori gireranno più lentamente va bene.
Come si vede dalle foto che ho mandato in precedenza è necessario unire il motore alla
vite senza fine di trasporto (nel mio caso filettato M6) tramite un giunto che possa
compensare le imperfezioni meccaniche di costruzione. La migliore condizione si otterrebbe
utilizzando un giunto cardanico omocinetico troppo costoso per il nostro budget. Opteremo
quindi per un tondino di alluminio che unisce il motore alla vite e utilizzeremo i gommini
dei servi per fissare il motore con due viti su di un supporto (funziona benissimo).
Per quanto riguarda i collegamenti elettrici è necessario, tramite un saldatore, rimuovere
la basetta che supporta il connettore elettrico, verificare con un tester come descritto
dal Barone le connessioni degli avvolgimenti e collegare il tutto all’interfaccia MM2001
come ampiamente descritto. Sarebbe possibile utilizzare il connettore saldato sul motore
ma bisogna prestare attenzione perché due poli degli avvolgimenti sono collegati insieme
tra loro (non so quali). Ultima precauzione se utilizzate tensioni più elevate, sempre nei
limiti consentiti dai motori (vedi data sheet) è necessario dissipare il calore generato
con apposite alette di raffreddamento. Dimenticavo, anche gli integrati che pilotano i
motori ULN2803 devono essere raffreddati con dissipatori altrimenti esplodono come petardi.
A questo scopo ho applicato un angolare a L di alluminio su tutti e 4 come si vede nelle
foto. Si arriva anche ad erogare 1.5 A su ogni fase del motore, ma è vivamente sconsigliato,
l’integrato sopporta discretamente correnti di ca. 1 A per fase se il dissipatore è ben
dimensionato.
Con questo chiudo la parentesi motori a passo e affronto il discorso tensionatore a molla
del filo in sostituzione dell’arco.
Sistema di tensionamento
Il problema da non sottovalutare quando si taglia a filo caldo è quello del tensionamento
del filo di acciaio. Premetto che solo dopo molteplici prove sono giunto alle seguenti
determinazioni:
- Materiale di cui è composto il filo: Acciaio Armonico si trova nei negozi di ferramenta
in bobine da 100m costo circa 5.00 euro (Non va bene acciaio per molle C60 stabilizzato
o suoi derivati)
- Il diametro del filo deve essere compreso tra 0.3 e 0.35 mm
- Lunghezza massima del filo 2.00 metri non ho provato oltre.
ATTENZIONE non usare assolutamente corde di chitarra o pianoforte; si tratta di acciaio
Inox AISI 304 o 306 con coefficiente di dilatazione elevatissimo non idoneo alla nostra
applicazione.