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Macchina per la Termoformatura
Ricapitolando:
  1. Si inserisce un piatto di carta (continuo, non so perché, a chiamarlo piatto di carta, quando in realtà è di polistirolo!) tra le due tavolette porta-lastra, e si stringono gli otto galletti.
  2. Si prepara l'aspirapolvere, connesso tramite il suo tubo, al corpo macchina.
  3. Si appoggia il master che si vuole stampare al centro del piano superiore del corpo macchina, sulla reticella.
  4. Si accende l'aspirapolvere.
  5. Muniti di guanti da lavoro, si riscalda il piatto di polistirolo sul fornello di casa, fino a che sia rammollito in maniera uniforme.
  6. Senza perdere un secondo, si preme sul master, andando in appoggio alla guarnizione sul corpo macchina.
Se avrete fatto tutto a regola, la depressione dell'aspirapolvere aspirerà la lastra modellandola perfettamente contro il master.

la macchina all'opera

Dopo qualche secondo, a raffreddamento avvenuto, potete spegnere l'aspiratore, e separare i pezzi. L' errore più comune è l'aver riscaldato in maniera insufficiente o eccessiva il materiale, o anche in maniera non uniforme.
Per fare dei test, e guadagnare un po' di pratica, potete utilizzare come master qualcosa che già avete, come per esempio un'ogiva. Nel caso che l'oggetto da stampare non sia alto, nella stessa lastra possono prendere posto svariati pezzi, (ad esempio, 4 carenature copri-servi) disposti regolarmente sul piano di stampaggio.
Nell'ipotesi di un musetto per un aereo elettrico, probabilmente ce ne starà uno solamente, ben centrato rispetto al piano. Nello stesso modo si possono fare cappottine trasparenti.
Nel caso facciate uso di piatti di plastica, e vi occorra maggiore spessore, potete usarne 2 contemporaneamente, stampandoli come se fosse uno.
Vorrei spendere due parole anche sul master che serve da pezzo di origine per lo stampaggio. Si possono clonare cose che già avete, stampandoci su direttamente, oppure si possono creare master personali ed unici, esattamente adattati alle esigenze del vostro modello.
Normalmente li realizzo in legno, che poi levigo e vernicio con cura. Ogni piccola imperfezione viene inesorabilmente riprodotta; consiglio quindi grande attenzione nella finitura e nella verniciatura, che deve essere fatta esclusivamente con prodotti bicomponente. Se vernicerete con prodotti nitro o sintetici, dopo le prima stampate, il calore vi svernicerà il master. Se non amate la finitura a vernice, è meglio non farla, piuttosto che usare prodotto che non sia bicomponente.
Dopo la prima stampata, la utilizzo a sua volta come "formina" per colarci gesso, e duplicare il master.
In questo modo evito di continuare ad adoperare l'originale in legno (che metto da parte) e uso quello in gesso, che è perfettamente uguale al primo.
Qualche volta può essere difficoltosa l'estrazione del master dalla stampata, specialmente se il pezzo è un po' alto o con forme tormenate. Facendo preventivamente nel master un forellino passante, dalla base d'appoggio al punto più alto, si può soffiare aria compressa e separare le parti con estrema facilità.

Questo è tutto; vi auguro buon lavoro e vi invito a contattarmi se troverete difficoltà. Dall'ultimo articolo che è apparso su queste pagine, i miei indirizzi sono cambiati, e sono ora per la posta: maumarti@mauriziomartinucci.com.
Il nuovo indirizzo del mio sito è invece: www.mauriziomartinucci.com
Il mio cellulare: 339 3947528.




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Macchina per la Termoformatura

Autore:
Maurizio Martinucci

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Data Pubblicazione:
14-Dic-2004

Canale:
Aeromodellismo

Letture:
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