A tale proposito, la prossima puntata sull’argomento sarà interamente dedicata al bilanciatore che è stato messo a punto, grazie anche ai suggerimenti e alla collaborazione dell’amico Luigi Celi di Terni. Ma avremo modo di vederlo più nel dettaglio.
Tornando alla lista delle modifiche apportate alla T150 DFI, si aggiungono i tubi di fiamma realizzati in Inconel 600, un po’ difficile da reperire ma, telefono alla mano, ho trovato una ditta che gentilmente mi ha spedito una campionatura di questo tubo da F 6x0,52 elettrosaldato. Devo dire che la differenza si vede notevolmente. Le temperature più critiche sono proprio sopportate da questi bruciatori che, se fatti in acciaio inox, col tempo e in caso di una cattiva combustione (soprattutto se in eccesso di ossigeno) tendono a consumarsi. Tutto ciò si riflette sulla regolarità di funzionamento della turbina stessa. L’utilizzo di leghe specifiche per questo scopo mostra un’ottima resistenza alla ossidazione e alla temperatura; infatti con più di 5 ore di funzionamento l’aspetto dei tubi di fiamma appare in perfetta forma... Evviva !!!
Riguardo ai materiali, ci sarebbe la possibilità di realizzare il condotto di scarico, e ugello annesso, in lamierino di titanio da 4/10; anche altri componenti strutturali, se fatti in magnesio e titanio, comporterebbero una notevole riduzione del peso della turbina, che arriverebbe a 2 Kg finali. Comunque reperibilità, lavorazione e costi di questi metalli non sono facilmente accessibili a tutti.
Infine i cuscinetti. Pur mantenendo gli stessi della T120, questi continuano a lavorare egregiamente, tanto che l’opzione dei cuscinetti ceramici per il momento è accantonata. Quelli attuali in acciaio, a contatto obliquo a 15°, sebbene siano lievemente più rumorosi, riescono a lavorare anche a regimi proibitivi, purché siano sempre ben lubrificati. Pensate che per pura verifica ho provato a spingerli fino al regime di 126.000 g/min. ottenendo una spinta di 15,6 kg., e non hanno mostrato alcun deterioramento.
Attualmente e durante tutti i test, il regime massimo di lavoro è di 123.000 g/min. Sono d’accordo con voi che non dureranno 30/40 ore, ma sinceramente dubito che anche il modello sul quale sarà montata possa volare per lo stesso tempo.
Come accennato la volta scorsa, anche la centralina di controllo è stata una svolta decisiva.
Una ECU che mi permettesse di gestire tutti i parametri vitali, quali quelli di avviamento, funzionamento normale e spegnimento, era quello che mi serviva. Alla fine ho optato per l’ultima versione, la 5.00A della ECU JetTronics, la stessa che gestisce le turbine della JetCat, ma espressamente realizzata per le turbine autocostruite. Senza nulla togliere alle altre ECU in commercio, questa JetTronics si adatta perfettamente non solo alla gestione della turbina, ma offre varie possibilità per la ricerca di nuovi metodi di gestione con dispositivi alternativi che poi ho sperimentato al banco... E qui viene il bello.