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Questo tipo di filtro è stato costruito in circa una ventina di
esemplari, utilizzato con frequenze di 35 e 40 MHz
con radio JR e Futaba sia in modulazione FM che PCM, ed in quattro
modelli elettrici senza avere mai
riscontrato problemi. In
fig 3
ho
riportato la mascherina per realizzare lo stampato col metodo della
fotoincisione che è più difficile
a dirsi che a farsi. Il circuito si può realizzare anche con metodi
tradizionali (trasferibili e pennarello per
stampati) ma con la fotoincisione si ottiene un risultato più
professionale.
Procedimento:
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Si
acquista presso un negozio di elettronica la basetta di rame già
ricoperta con la vernice fotosensibile. Per
le dimensioni di fig 3 il costo è circa 6-8 mila lire.
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Con una stampante laser o a getto d’inchiostro stampate la maschera
di fig 3 su un foglio di acetato trasparente
(esistono tipi specifici per le stampanti).
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Togliete la pellicola protettiva dalla basetta (niente paura, non
succede nulla) posizionate la stampa che avete
fatto (in modo che si riesca a leggere la scritta) sulla basetta,
metteci sopra un pezzo di vetro, preventivamente
pulito, spesso 3-4 mm in modo che la stampa aderisca perfettamente alla
basetta.
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Mettete il tutto sotto una normale lampadina da 100 Watt tenendola
distanziata dalla basetta circa 20cm e lasciatela
in quella posizione senza toccare nulla per 20 minuti ( se non avete
tempo potete acquistare la lampada
specifica, io ne utilizzo una della Philips marchiata FOTOLITA 220VOLT
250 WATT con la quale
mantenendo invariata la distanza riduco l’esposizione a 4 minuti).
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Prendete un contenitore di plastica di qualche centimetro più grande
della basetta, versateci dentro mezzo
litro di acqua e 2 cucchiaini da caffè di soda caustica (si compra dal
droghiere).
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Dopo l’esposizione alla luce immergetevi la basetta, questa è la
soluzione di sviluppo, in pratica dove la vernice
è stata colpita dalla luce ha modificato le proprie caratteristiche e l’ha
resa solubile alla soda caustica
che come potrete notare la scioglie, lasciando scoperto il rame.
Aiutatevi con un pennello morbido
a togliere i residui di vernice sempre con la basetta immersa nella
soluzione . Se vi accorgete che
si scioglie anche il disegno dello stampato avete commesso qualche
errore: troppa
esposizione alla luce o mancanza di perfetta aderenza tra la stampa in
acetato e la basetta.
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Ora la basetta contiene il disegno, e bisogna immergerla nella
soluzione di cloruro ferrico (soluzione per
circuiti stampati, si acquista sempre nei negozi di elettronica), questa
corroderà tutto il rame non ricoperto
dalla vernice ottenendo cosi le piste di rame come sulla stampa in
acetato, non vi resta che forare
la basetta con una punta da 1 mm e montare i componenti.
Il
master in acetato è stato realizzato per ottenere 8 circuiti in una
volta, ma se non siete esperti vi conviene provare
con piccoli pezzi di rame prima di fare quello definitivo. Essendo un
processo fotografico ricordatevi che
la luce si propaga con il quadrato della distanza (cioè, considerando
una superficie illuminata ad un valore
X ad un metro di distanza, spostando la stessa superficie a 2 metri e
volendo che la stessa abbia l’intensità
luminosa iniziale bisogna quadruplicare la potenza luminosa) per cui la
differenza di qualche centimetro
nella distanza tra la basetta e la fonte luminosa darà luogo a fenomeni
di sotto o sovraesposizione che
si evidenzieranno durante la fase di sviluppo.
Spero di essere stato esauriente e chiaro comunque se avete dei dubbi
potete contattarmi ai seguenti indirizzi:
Resca Davide
davresca@tin.it
d.resca@mail.italferr.it
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