Prova in volo
Abbiamo provato il Cularis per un paio di mesi prima di redigere questo articolo ed il motivo è semplice i modelli a profilo variabile richiedono una discreta messa a punto dell'accoppiata radiocomando/modello/pilota prima di poterne apprezzare a pieno le caratteristiche di volo.
Dopo aver controllato la bilanciatura del modello, che si è rilevata perfetta in quanto non è stato necessario aggiungere un grammo di piombo, si è proseguito con la regolazione di base dei comandi come consigliato dal manuale, nel corso dei vari voli sono state apportate piccole regolazioni e variazioni per adattare il modello ai miei gusti personali.
Già al decollo mi sono accorto che grazie all'esuberante motorizzazione il modello non richiede grandi sforzi nel lancio di decollo, infatti pur pesando 1,6kg basta lanciarlo con il motore a metà potenza per ritrovarsi in volo senza troppi sforzi, se poi utilizzate le eventuali funzioni del radiocomando per programmare le fasi di volo il decollo diventa veramente una passeggiata anche se siete da soli.
In volo il Cularis non si comporta esattamente come ci si aspetterebbe da un modello di questo tipo, infatti pur essendo realizzato con materiale elastico, la buona progettazione complessiva lo rendono più simile ad un modello di tipo classico che ad un modello in Elapor, le 2 semiali sono decisamente rigide ed anche in brusche affondate non si flettono minimamente, al contrario abbiamo trovato un po' troppo elastico il blocco di aggancio centrale dell'ala, anche se durante i numerosi voli non c'è stato ovviamente nessun cedimento.
Il momento dell'atterraggio è una passeggiata, il modello plana con un'ottima efficienza quindi per un atterraggio corto è indispensabile usare la funzione Butterfly, con la quale è possibile far cadere il Cularis direttamente sui propri piedi, consiglio comunque di installare sotto alla fusoliera una bella strisica adesiva per evitare che si danneggi troppo durante gli atterraggi.